Da sabato 30 aprile a domenica 5 giugno 2011, presso la galleria superiore dell'Antica Abbazia di Caramagna Piemonte (ora parrocchia) è stato possibile visitare la mostra 'Luigi Ornato uncaramagnese illustre nel Risorgimento italiano'. L'associazione culturale l'Albero Grande ha curato questo allestimento in occasione dei festeggiamenti per i 150 anni dell'Unità d'Italia e sulla scia del grande successo di pubblico ottenuto l'anno precedente dalla mostra dedicata alla Sindone ed alle Sacre Spine ritrovate.

Nell’esposizione una serie di pannelli ha guidato il visitatore lungo un percorso che ha ricostruito la storia a partire dai primi moti risorgimentali fino a giungere alla proclamazione del Regno d’Italia. Le riproduzioni delle battaglie, il racconto degli avvenimenti, le biografie degli uomini che hanno ‘fatto l’Italia’ si sono alternati alla narrazione della ‘piccola storia’ quella degli uomini e delle donne che vissero a Caramagna e che con le loro vicende umane diedero un contributo alla storia ufficiale.

Uno spazio speciale è stato dedicato alla bella figura di Luigi Ornato ed alla scoperta di un grande uomo che, nella prima metà dell’Ottocento, operò alla diffusione delle idee e dei valori patriottici che portarono, qualche decennio più tardi, alla nascita della nazione italiana.

Filosofo e patriota, Luigi Ornato nacque a Caramagna nel 1787. Fu educato a Torino dove conobbe e frequentò alcuni esponenti dell'aristocrazia sabauda: Luigi Provana, i fratelli Balbo e Santorre di Santarosa che nel corso del tempo diventarono i suoi amici più cari e coloro con i quali iniziò a coltivare il sogno di una nazione libera ed unita. Partecipò attivamente ai moti del 1821 diventando ministro della Guerra e della Marina nella nuova giunta rivoluzionaria che aveva ottenuto la costituzione da Carlo Alberto. Dopo il fallimento dell'insurrezione, a seguito dell'intervento del nuovo re Carlo Felice, l'Ornato, insieme ad altri compagni, prese la via dell'esilio a Parigi dove rimase per un decennio continuando a frequentare intellettuali e a formare le coscienze di molti giovani. Rientrato in Italia trascorse qualche tempo nella natia Caramagna portando avanti la sua opera di filosofo e filologo e frequentando con assiduità personaggi del calibro di Silvio Pellico. Morì a Torino nel 1842 senza aver potuto vedere la nascita di uno stato unitario e la realizzazione delle idee nelle quali aveva creduto.


Il suo pensiero ed il suo operato sono stati riassunti attraverso l'esposizione di scritti, lettere autografe, documenti e libri.

La mostra, ad ingresso libero, è stata riaperta al pubblico anche in autunno con il seguente calendario: il 24, 25 e 26 settembre ed il 23 e 30 ottobre.



MOSTRA REALIZZATA CON

IL SOSTEGNO DI:

FONDAZIONE CRT


IL PATROCINIO DI:

REGIONE PIEMONTE

PROVINCIA DI CUNEO

COMUNE DI CARAMAGNA PIEMONTE





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